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martedì 19 gennaio 2021

Due giorni in 'Zona Gialla' = Due giorni in montagna

In questi primi giorni del 2021, ci si trova ancora a far fronte con sto cavolo di Coronavirus: si sta in casa, si prova con moderazione ed attenzione a far visita a qualche amico o parente, ci si riposa... ma purtroppo non si può andare in montagna! (a meno di essere tra i fortunati che ci abitano già)

Nelle giornate del 7 e 8 gennaio, la regione Lombardia è classificata Zona Gialla ovvero è possibile muoversi liberamente in tutta la regione, anche senza un valido motivo (eh già, "andare in montagna" non è considerato un valido motivo per spostarsi). E quindi?

Giorno 1 - Monte Campo dei Fiori

Primo giorno, c'è chi lavora, chi non può... quasi quasi vado da solo... poi salta fuori $D che può, ma solo la mattina che il pomeriggio deve lavorare! E quindi si va vicini: Campo dei Fiori!

La foto non rende l'effetto di camminare nel bosco innevato

Dalla cima, panorama verso la Valcuvia

Mai vista così tanta neve quassù!

Cercando di vedere il Monte Rosa


Monte Rosa, con il Dom e il Täschorn

Quel mare di nuvole è il Lago di Varese, fidati!

Giorno 2 - Monte Boletto

Il giorno seguente non si può certo stare con le mani in mano e restare a casa! Ma serve ancora un posto vicino e non troppo faticoso, vista la grande quantità di neve... La scelta cade su Brunate ed il bel sentiero che collega tutte le baite. Per questa volta solo fino al Monte Boletto, ma ci si accontenta lo stesso!

Sembra di essere dentro Frozen!

Dopo tutti questi giorni chiusi in casa, sembra incredibile avere davanti questi spazi aperti

Sempre lui, il Monte Rosa

Quel ramo del lago di Como... no! Questo è l'altro ramo!

E un po' nascoste... ecco le Grigne!


venerdì 7 febbraio 2020

Direttissima invernale

Come trovare percorsi alpinistici vicino a casa? Facile! Basta andare in Grignetta! Questa volta, complice la poca neve caduta finora, ci si lancia nel classico percorso Direttissima - Sentiero Cecilia.

Il percorso è sempre divertente, qualche tratto con un po' di neve a partire dal Caminetto Pagani in poi: si procede tranquilli senza la necesstià di calzare i ramponi, giusto la picozza in qualche tratto.
Dopo i vari su e giù, dento e fuori tra le belle guglie della Grignetta, un ultimo ripido strappo ci porta al Colle Valsecchi.

Quasi arrivati al Colle Valsecchi
 Dal colle Valsecchi si lasciano a sinistra il sentiero che scende nella val Scaretto e la traccia che sale verso la cresta Sinigaglia. Si calzano i ramponi e si prosegue in costa scavallando il canalone Angelina e numerosi costoloni. Il percorso alterna neve e roccia, spesso con catene, mai troppo difficile, mai banale... insomma, dovertente!

Catene e facile arrampicata lungo il Sentiero Cecilia
Gli ultimi tratti sono su neve, un po' più ripidi, e più faticosi visto che ormai è un po' che si sale... Uno sguardo alle spalle e si percepisce la maestosità della montagna. Il lago e la pianura giù in fondo, le rocce e le guglie intorno...


Ultima fatica prima di ritornare sulla trafficata Cresta Cermenati

lunedì 2 dicembre 2019

Ed è ancora Grignetta!

Un sabato di bel tempo, la voglia di andare in montagna, non troppo tempo a disposizione: e allora che Grignetta sia!

Appena si sale, il panorama si apre verso la pianura

La Pianura Padana ed in fondo in fondo gli Appennini

Lecco e l'Adda

Alta montagna a poca distanza da casa

mercoledì 7 marzo 2018

Non esiste buono o cattivo tempo...

Diceva lord Baden-Powell: «Non esiste buono o cattivo tempo, ma buono o cattivo equipaggiamento». Ed è quello che ho potuto verificare in una domenica di neve e freddo!

Le previsioni per la domenica davano neve e freddo siberiano, ma la voglia di stare chiuso in casa era pari a zero. Mi metto quindi alla ricerca di un posto dove poter fare quattro passi nella natura, in sicurezza, accettando le condizioni meteo non proprio favorevoli.

Risultato: una tranquilla passeggiata dal Colle Balisio al rifugio Pialeral, quasi in solitaria (ero in dolce compagnia ♥) immersi in un paesaggio imbiancato dalla neve e dal gelo.
Lungo la strada

Cristalli di ghiaccio

Ruderi nei pressi dell'Alpe Cova

Bianco Natal...

Le indicazioni per la Traversata Bassa (bel giro, ma da non farsi in queste condizioni)

Una foto in bianco e nero quasi non fa la differenza con una a colori

martedì 22 agosto 2017

Ferragosto sotto le stelle

Continuo la serie di post sulla Grignetta, non perché vada sempre o solo su quella montagna, ma perché è la "montagna di casa" e capita di salirci effettivamente più spesso!

Questo ferragosto, in compagnia di un amico, sono salito verso sera per dormire in cima e far foto in notturna...
Le luci della pianura: si può immaginare dove sia Milano

Abbadia, Mandello e la sponda occidentale del ramo di Lecco del lago di Como

Bivacco Ferrario

Via Lattea

Ma che ci fa un elicottero in giro a quest'ora? Speriamo non sia successo nulla di grave

Sunrise!

All'alba arrivano in cima i primi escursionisti

Abbadia Lariana ed Asso, dal bivio per il sentiero Cecilia

martedì 30 agosto 2016

Un salto fuori dal mondo in... Grignetta

Ovvero come essere in alta montagna ad un'ora da casa...

Gita domenicale in solitaria sulla montagna di casa: la Grignetta. L'obiettivo è di unire dei tratti percorsi più volte in un unico giro (ed evitare per una volta la noiosa Cresta Cermenati): l'itinerario prevede di salire per la "Direttissima" fino al Colle Valsecchi, da dove proseguire per la cima percorrendo il Sentiero Cecilia finendo poi per scendere lungo l'aspra Cresta Sinigaglia.

L'inizio è come al solito parcheggio dei Piani Resinelli, bosco del rifugio Porta ed direzione verso la "normale" per la Ginetta, ovvero la Cresta Cermenati. Prima però di uscire dal bosco, si devia decisamente verso sinistra, traversando il canalone Caimi e risalendo il versante meridionale.
In meno di mezz'ora dalla partenza ci si ritrova fuori dal mondo, e il sentiero comincia ad inerpicarsi con qualche catena e qualche roccetta. Da notare le due ripide scalette che permettono di risalire lo stretto Caminetto Pagani

Non  si tratta di una ferrata vera e propria, ma di tratti un po' esposti. Sicuramente il casco è utile, soprattutto pensando alla quantità di gente che può smuovere sassi... Il percorso fa alcuni su e giù infilandosi tra i numerosi torrioni, ricchi di vie di scalata.
La catena o il cavo d'acciaio non è sempre presente, per cui un minimo di abitudine e sicurezza nel muoversi è necessaria!
L'ambiente è aspro e selvaggio
Sulla destra si stacca il Canalone Angelina (palina con indicazioni), da dove si può rapidamente e "ripidamente" raggiungere il Sentiero Cecilia. Questa volta però voglio passare dal Colle Valsecchi, per cui proseguo scavallando un ulteriore costone ed infilandomi su per il Canalone Valsecchi
che, con ultimo strappo porta al Colle omonimo.
Grignone e Grignetta dal Colle Valsecchi
Dal colle si può ammirare la cima della Grigna e della Grignetta, la tetra Val Scarettone e la seghettata Cresta Segantini. Lasciata per un'altra volta la Cresta Segantini, che è infatti un percorso alpinistico (qui la relazione) si resta sul versante meridionale, ritornando in direzione della vetta.

Il sentiero Cecilia è una successione di cenge e di divertenti arrampicate, che conduce fino alla Cresta Cermenati, poco sotto la vetta. Nei tratti più esposti ci sono catene o cavi d'acciaio, ma anche qui non ci sono sempre. In molti tratti, se ci si sente sicuri, si può anche evitare di seguire le catene, dove la roccia è più unta, lasciandosi guidare dalla facile arrampicata.

Cengia lungo il Sentiero Cecilia
Nota: credo di aver identificato diverse tipologie di "fruitori della montagna". Gli escursionisti, gli alpinisti fai-da-te e gli alpinisti.
I primi, gli escursionisti, li si riconosce per lo zaino minuscolo, gli scarponcini leggeri, per l'incertezza e la paura nel movimento sui tratti esposti. Ovviamente non hanno con se nessuna attrezzatura, al più hanno gli immancabili bastoni da trekking, decisamente di impaccio sulle rocce della Grigna. Ci si può domandare se davvero sanno dove si stanno infilando...
I secondi, gli alpinisti fai-da-te, sono consci dei loro limiti, e quindi si premuniscono di imbrago e moschettoni. Ovviamente chi di loro conosce l'esistenza del set da ferrata? Due longe statiche, o una fettuccia, sono più che sufficienti!
Il terzo gruppo, gli alpinisti, oltre che consci delle proprie capacità, sono forse più attenti ai limiti della montagna stessa: li si riconosce infatti per il casco. La scelta di assicurarsi o meno è infatti una scelta libera, fatta in base alle proprie condizioni e capacità. La scelta del casco invece va a coprire gli imprevisti della montagna, soprattutto quando molto frequentata! Un sassolino in testa o una zuccata contro la roccia, possono essere frequenti: il casco fa si che l'eventualità non trasformi la gita in un dramma.

L'ultimo tratto della salita percorre l'unica parte divertente della Cresta Cermenati, ovvero le ultime roccette e la catena finale. E poi si è in cima!

Panorama verso il Resegone
Ma siamo a 2177 metri oppure a Rimini?
Per la discesa opto per la Cresta Sinigaglia, divertente nei primi tratti per la presenza di catene e saltini rocciosi, poi diventa più ripida, faticosa e senza tregua. Decido di ignorare il bivio che riporta verso la Cresta Cermenati per percorrere la Sinigaglia fino a valle, ammirando così i valloni selvaggi e meno frequentati che ci si ritrova a dover attraversare.
La valle aspra e selvaggia scendendo dalla Senigallia

All'ultimo, devio traversando il torrente in secca sulla destra dirigendomi deciso verso il rifugio Porta, che si raggiunge traversando un splendido bosco. Da lì, gli ultimi tornanti sull'asfalto mi riportano al parcheggio.

venerdì 30 agosto 2013

Grignetta: Canalone Porta

Nota: la gita è stata effettuata a marzo 2013

Finalmente riesco a trovare le condizioni per fare il famoso Canalone Porta in Grignetta. Salita fatta con $L e $F, già compagni di altre salite. Occasione anche per collaudare i nuovi Nepal Extreme, dopo il pensionamento dei gloriosi Nepal Top, dopo due risuolature, diversi 4000 e 15 anni di servizio.

Lasciata la macchina poco oltre il rifugio Soldanella (già SEM/Cavalletti) ci si incammina verso il rifugio Porta e  poi verso il Canalone. Neve fin dalla partenza, abbastanza trasformata.

All'inizio del canalone

 Il canalone alterna tratti di ripide rampe su neve a tratti di facile arrampicata. Degna di nota la paretina di una trentina di metri della foto qui sotto: arrampicata facile e divertente anche con i ramponi, ma piuttosto aerea... la concentrazione è d'obbligo!
Arrampicata un po' esposta.
Usciti dal canalone vero e proprio, si percorre un tratto in costa verso sinistra prima di salire decisamente verso la cresta. Qui la neve è più inconsistente e si cerca di stare quanto più possibile sulle rocce.
L'ultimo tratto prima della cresta si percorre su un accumulo di neve, guardando intorno non mi sembra di notare punti più sicuri, per cui procedo con attenzione come se stessi camminando sulle uova e con tutti i sensi tesi ad individuare segnali di pericolo. Per fortuna tutto va bene e in poche decine di metri siamo in cresta. Mentre proseguiamo non posso far a meno di pensare al meccanismo delle trappole euristiche (per chi non lo conoscesse, l'articolo è qui: http://www.aineva.it/pubblica/neve66/1_Igor/igor3.html) e mi domando quanto sono andato vicino alla valanga... L'importante è che non mi faccia prendere da frasi del tipo "se non è successo niente vuol dire che non era pericoloso!". Magari era solo una mia impressione o magari no... purtroppo non ho modo di saperlo.

Traccia di salita, fotografata al ritorno. In blu tracce lasciate da altri alpinisti
 Tutto il tratto in cresta è una bella camminata su neve, con panorami mozzafiato anche se conosciuti.

La cresta fino alla vetta della Grignetta
Gli ultimi tratti per arrivare in cima sono più ripidi: le catene sono quasi sempre fuori dalla neve e dal ghiaccio e sono un valido aiuto per salire gli ultimi metri prima della vetta. La vicinanza della meta non fa calare però l'attenzione: una caduta qui avrebbe delle conseguenze tragiche...

La cima, con il bivacco Ferrario
 Non resta che godersi il panorama e la splendida giornata mettendo qualcosa sotto i denti e scambiando qualche chiacchiera con i numerosi alpinisti che, da moteplici vie di salita, sono giunti fin quassù.
Si comincia a scendere...
 Ritorno tranquillo per la "solita" e "monotona" cresta Cermenati; la deviazione e la discesa per il canalone Caimi movimentano e concludono degnamente questa splendida giornata!

giovedì 23 agosto 2012

Hike!

ovvero Traversata Alta e Traversata Bassa delle Grigne in solitaria 

 
L’hike è un momento di avventura irrinunciabile. È un’occasione significativa per apprezzare il dono di un tempo per riflettere con se stessi e pregare individualmente, dominare le proprie paure, sentire il bisogno e scoprire la gioia dell’incontro con l’altro sulla strada. Viene vissuto in uno stile di severa essenzialità, sperimentando la dimensione di povertà. 

Questi giorni dopo ferragosto sono giorni difficili: la ripresa del lavoro dopo i campi scout, l'essere in città da solo con tutti gli amici, conoscenti e parenti in vacanza, il gran caldo che fiacca il morale... Qualsiasi cosa da fare pesa come non mai e le giornate scorrono inconcludenti.
Devo darci un taglio: faccio lo zaino e mi metto sulla strada.
Parto.

Cartina del percorso (ingrandibile)

La partenza e la notte

Mi metto in marcia dai Piani Resinelli che sono ormai le 20.15: il Sole è già tramontato ma è ancora molto chiaro. Seguo il sentiero per la cresta Cermenati. Fa caldo. Molto caldo. Sudo. Pausa, barretta, acqua. Riprendo il cammino. Pian piano salgo e pian piano diventa sempre più buio. Conosco il sentiero, so dove fare attenzione per non perdere la traccia ma la strada è sempre lunga. Compaiono le stelle, vorrei fermarmi a contemplarle ma non è ancora il momento: solo in cima sarà possibile!
Con la salita anche i cattivi pensieri restano a valle... "Terra di betulla, casa del castoro, là dove errando va il lupo ancor..." il canto, anche se solo sussurrato aiuta. La calma pian piano entra nel cuore. Si sale ancora: il sentiero è formato da pietre e sfasciumi di roccia chiara che nella poca luce risaltano sullo sfondo dei prati scuri circostanti. C'è ancora di strada, l'altimetro sancisce la dura realtà.
"Misericordias Domini in æternum cantabo" con il canto, la fatica si trasforma in preghiera. Tranquillità. Serenità. Un passo dopo l'altro. Ancora. Si sale.
Sono al canale, manca davvero poco ora. «Attento - mi ripeto - non devi abbassare la guardia. Ricordati che sei solo!». Non posso certo permettermi un passo falso. Fatica, fame, stanchezza. Come mi sembrano lontane ora le piccolezze e le menate di quando ero a casa in pianura... Questo è davvero vivere! Grazie Signore che mi dai la possibilità di essere qui!
Ecco le catene, ancora pochi passi e sono arrivato... ci sono, sono ancora una volta in cima alla Grignetta! Il luogo mi è familiare e mi dirigo verso il bivacco. C'è altra gente, avrei preferito essere solo, ma posso fare come se lo fossi: mi cambio, mi preparo un the, mangio qualcosa.




Lecco by Night Grigna Settentrionale e rifugio Brioschi
Grignetta: Croce di Vetta
Sotto di me il panorama delle città illuminate, sopra di me solo stelle, intorno niente altro. Non ho parole per descrivere quello che vedo e le emozioni che provo. Mi metto a far foto. Con calma. Lunghe esposizioni. Intanto intorno a me svolazzano degli uccelli dal volo silenziosissimo: gufi? altri rapaci notturni?

Grignetta: bivacco Bruno Ferrario

Mi preparo per la notte: nel bivacco sono già in quattro, anche se c'è posto dormo all'aperto. Mi sistemo su un piccolo spiazzo, riparato dal vento da nord, ai piedi della croce di vetta. Saccopiuma e metallina per ripararmi dall'umidità della notte. Non fa freddo. Sistemo lo zaino e mi infilo nel sacco.
 

L'alba

Alle 6.00 sono già sveglio, il sole non è ancora sorto. Ho tutto il tempo di fare qualche foto, sistemare il sacco a pelo e fare colazione nell'attesa dell'alba.

Luci prima dell'alba...
Una leggera brezza rinfresca l'aria. Intorno a me, sotto di me, un mare di nubi avvolge la pianura. Pace. Silenzio. I raggi di sole compaiono quasi all'improvviso e colorano il mondo circostante. La luce è abbagliante. Mi sento vivo come non mai.




Il silenzio è assordante: solo ronzio di mosche, ogni tanto il vento porta qualche abbaiare di cane lontano o i suoni dei campanacci delle mucche giù in valle. Guardo la vetta delle Grigna Settentrionale, il Grignone, con il rifugio Brioschi, proprio sulla cima. È lì, al sole, sembra vicinissimo. Non ho fretta di partire, mi godo il fresco e la tranquillità.
Aveva ragione quel tale che diceva che «Non hai mai scalato veramente una montagna se non ci hai dormito in cima». Le emozioni non possono essere scritte a parole: non c'è che da provare!
Guardo ancora il percorso della Traversata Alta, rileggo ancora una volta la relazione dell'itinerario. Ho un po' di timore nell'abbandonare il terreno conosciuto ed avventurarmi verso un percorso mai fatto. Da solo. 

Ho sempre vissuto la montagna in compagnia. Perché condividere le esperienze è bello, ma anche per questioni di sicurezza: essere soli amplifica le conseguenze di un qualsiasi incidente, anche se banale.
Questa volta però voglio sperimentare davvero la montagna in solitaria. Una coppia che ha dormito nel bivacco mi chiede indicazioni sull'itinerario della Traversata Alta, anche loro vogliono fare quel percorso. Ecco, sapere che ci sarà qualcuno dietro di me, scaccia le ultime paure, chiudo lo zaino, stringo gli scarponi e parto.

La Traversata Alta

L'inizio e a dir poco brutale: una catena che pende su un versante che precipita apparentemente in verticale. Iniziando la discesa poi si trovano tutti gli appigli e gli appoggi. Attenzione. In caso di incidente non c'è nessuno che mi possa aiutare. Concentrazione. Calma. "In manus tuas, Pater, commendo spiritum meum" Ancora una volta cantare, anche solo mentalmente, aiuta la concentrazione. Si scende. Attenzione alle catene. Ok, bene, qui la catena se la potevano risparmiare. Ma perché invece qui non c'è? Calma. Un passo. Poi un altro. Le punte degli scarponi si aggrappano saldamente anche alle tacchette di roccia. Sento il corpo obbedire fedelmente, la mente è libera.


 Primo tratto di sentiero (sinistra) e canaloni della grignetta (destra)

Ora si prosegue su sentiero, ora è facile, ma intanto nebbie salgono da valle: presto avvolgeranno tutto. Ed intanto riprendono le catene, questa volta in salita: sono arrivato allo scudo Tremare. La roccia qui è meno buona, ci sono sfasciumi e si muove un po' tutto. Dietro di me ci sono due ragazzi: mi avevano sorpassato poco prima e li avevo visti prendere decisi il bivio per il rifugio Rosalba, se ora sono qui avevano decisamente sbagliato a leggere le indicazioni. Non mi danno grande affidamento. Li sento parlare, uno di loro racconta di aver già tentato la traversata e di essersi perso. Li sento smuovere continuamente sassi, devono stare più attenti! Ed io devo tenerli dietro di me se non voglio ricevere qualcosa in testa.

Ci sono lunghi tratti di facile e divertente arrampicata. Ora salgo in scioltezza, come quando arrampico da primo: questa volta mi sembra di essere capocordata di un compagno invisibile. Continuo a salire senza fretta, scegliendo il percorso, le prese, gli appigli e gli appoggi, molto spesso senza toccare nemmeno la catena.
Ormai sono nelle nuvole, non fa caldo ma l'umidità è opprimente. Sudo. Sudore negli occhi. Pausa. I due ragazzi mi sorpassano e proseguono. Barretta. Acqua. Riparto. Ancora un po' di arrampicata e sono sulla cresta. Finalmente un po' di brezza.
Sono di nuovo solo. Solo, ma con me sento anche Francesco. Anche lui amava la montagna, così tanto da rimanerci per sempre su. Da quell'estate del '99 sul Monte Rosa, tante volte, in ogni difficile ascensione o davanti a panorami mozzafiato mi torna in mente il suo sorriso.


Percorso iniziale della traversata (sinistra) e rocce nella nebbia (destra)
Le nebbie si diradano. Ecco il rifugio, ecco la meta! C'è ancora delle strada da fare, il rifugio è in alto. La stanchezza è tanta, ma ormai e tutto solo sentiero. Tiro fuori i bastoni. Ho sete. Berrò in cima. Ho fame. In cima! Un passo. Poi un altro. Sono in vetta.
 

In vetta al Grignone

Dio mio, che panorama! Ancora una volta resto a bocca aperta di fronte alle alpi. Nonostaste l'aria umida, l'orizzonte è ampio.Un rapido sguardo all'orologio: circa tre ore, comprese le soste, per tutta la traversata, bene sono in orario! Posso mettermi a fare foto con calma.

La Grignetta emerge dalle nuvole, lontana

Paorama verso sud, verso la pianura (si vede ancora la Grignetta)
Ancora qualche foto... cerco di vedere il percorso fatto, ma è tutto coperto dalle nuvole: solo si vede la cima della Grignetta spuntare dalle nubi, lontana, molto lontana.

Altre foto dalla vetta della Grigna Settentrionale
Un boccone, due sorsi d'acqua, mi studio l'itinerario. Da qui ai Piani Resinelli dove ho la macchina mancano ancora altre 3 ore se non 3 ore e mezza! Ancora una fetta di salame, un altro sorso d'acqua: zaino in spalla e in marcia!

Il ritorno per la Traversata Bassa

Forza c'è ancora molta strada da fare. Passo veloce per sfruttare la discesa, non troppo veloce per non stancarsi troppo in fretta. Attenzione. Sasso. Salto. Ghiaia. Salto. Sasso. Passo elastico, reattivo, come si impara dopo tanti anni in montagna. Via che si scende. Un occhio all'altimetro, il Pialeral è ancora tanto in basso: dai 2420 della vetta devo arrivare a meno di 1400. Il caldo aumenta. In mezzo ai pascoli tra l'una e le due non c'è molta aria ed il Sole picchia. Le baite del Pialeral sono in vista, c'è ancora strada da fare. Pausa! Forza.
Ancora via di corsa in discesa: mi sembra che anche i piedi abbiano gli occhi, sempre precisi nel posto giusto, sempre pronti a riprendere l'equilibrio quando il terreno si smuove. Quasi come una danza. Il tempo è relativo:  nei tratti più delicati sembra che il tempo rallenti, tra un passo e l'altro ho il tempo di scegliere dove mettere il passo successivo e mi sembra di fare i movimenti al rallentatore, ma sto correndo!
Il caldo aumenta ancora. Sto anche finendo l'acqua. Mi resta meno di mezzo litro. Serve una fontana. Laggiù c'è quella che sembra un'area pic-nic: lì ci deve essere.
Infatti. Fresca, gustosa, dissetante... ci voleva. Tolgo la maglietta e mi lavo! Chi da per scontato che quando ha bisogno di acqua basta aprire il rubinetto non può capire la soddisfazione di arrivare alla fonte affaticati, assetati ed accaldati.
Proseguo. Il sentiero che mi riporterà ai Piani Resinelli, la Traversata Bassa, si inoltra in uno splendido e fitto bosco. Fa fresco finalmente. Il sentiero è però tutto in saliscendi: in ogni tratto in discesa le gambe sono più dure del precedente, ogni tratto in salita lo affronto sempre più lentamente. La stanchezza aumenta.

La grignetta: dal canalone e dall'alpe Mus'cera

Si vede in fondo una grande stalla, dovrò passare lì vicino: ma perché sembra non avvicinarsi mai? Fatica. Voglia di fermarmi e riposare. Non si può devo tornare. Sono stanco. Ora non penso più, solo un passo dopo l'altro. Ecco gli alpeggi, ecco di nuovo la Grignetta, ecco la grande stalla, ecco le indicazioni "Resinelli 40 minuti". 40 minuti? Ancora?!?! Il sentiero diventa una larga strada in terra, un polverosissima strada sterrata. C'è tanta gente, la vedo arrivare con sedie sottobraccio, borse frigo e infradito: tutti che vengono qui a fare il picnic.
Asfalto! Le mie ginocchia stanche se ne accorgono subito. Ma posso solo fare finta niente, ormai manca talmente poco... Ecco il grande parcheggio, ecco la macchina: sono arrivato!

Note sull'itinerario

Riferimenti: Guida dei Monti d'Italia, volume 'Le Grigne'
Cartografia: Kompass n.105 (con i limiti e le imprecisioni consuete di tali carte)