Visualizzazione post con etichetta Report. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Report. Mostra tutti i post

mercoledì 7 marzo 2018

Non esiste buono o cattivo tempo...

Diceva lord Baden-Powell: «Non esiste buono o cattivo tempo, ma buono o cattivo equipaggiamento». Ed è quello che ho potuto verificare in una domenica di neve e freddo!

Le previsioni per la domenica davano neve e freddo siberiano, ma la voglia di stare chiuso in casa era pari a zero. Mi metto quindi alla ricerca di un posto dove poter fare quattro passi nella natura, in sicurezza, accettando le condizioni meteo non proprio favorevoli.

Risultato: una tranquilla passeggiata dal Colle Balisio al rifugio Pialeral, quasi in solitaria (ero in dolce compagnia ♥) immersi in un paesaggio imbiancato dalla neve e dal gelo.
Lungo la strada

Cristalli di ghiaccio

Ruderi nei pressi dell'Alpe Cova

Bianco Natal...

Le indicazioni per la Traversata Bassa (bel giro, ma da non farsi in queste condizioni)

Una foto in bianco e nero quasi non fa la differenza con una a colori

martedì 30 agosto 2016

Un salto fuori dal mondo in... Grignetta

Ovvero come essere in alta montagna ad un'ora da casa...

Gita domenicale in solitaria sulla montagna di casa: la Grignetta. L'obiettivo è di unire dei tratti percorsi più volte in un unico giro (ed evitare per una volta la noiosa Cresta Cermenati): l'itinerario prevede di salire per la "Direttissima" fino al Colle Valsecchi, da dove proseguire per la cima percorrendo il Sentiero Cecilia finendo poi per scendere lungo l'aspra Cresta Sinigaglia.

L'inizio è come al solito parcheggio dei Piani Resinelli, bosco del rifugio Porta ed direzione verso la "normale" per la Ginetta, ovvero la Cresta Cermenati. Prima però di uscire dal bosco, si devia decisamente verso sinistra, traversando il canalone Caimi e risalendo il versante meridionale.
In meno di mezz'ora dalla partenza ci si ritrova fuori dal mondo, e il sentiero comincia ad inerpicarsi con qualche catena e qualche roccetta. Da notare le due ripide scalette che permettono di risalire lo stretto Caminetto Pagani

Non  si tratta di una ferrata vera e propria, ma di tratti un po' esposti. Sicuramente il casco è utile, soprattutto pensando alla quantità di gente che può smuovere sassi... Il percorso fa alcuni su e giù infilandosi tra i numerosi torrioni, ricchi di vie di scalata.
La catena o il cavo d'acciaio non è sempre presente, per cui un minimo di abitudine e sicurezza nel muoversi è necessaria!
L'ambiente è aspro e selvaggio
Sulla destra si stacca il Canalone Angelina (palina con indicazioni), da dove si può rapidamente e "ripidamente" raggiungere il Sentiero Cecilia. Questa volta però voglio passare dal Colle Valsecchi, per cui proseguo scavallando un ulteriore costone ed infilandomi su per il Canalone Valsecchi
che, con ultimo strappo porta al Colle omonimo.
Grignone e Grignetta dal Colle Valsecchi
Dal colle si può ammirare la cima della Grigna e della Grignetta, la tetra Val Scarettone e la seghettata Cresta Segantini. Lasciata per un'altra volta la Cresta Segantini, che è infatti un percorso alpinistico (qui la relazione) si resta sul versante meridionale, ritornando in direzione della vetta.

Il sentiero Cecilia è una successione di cenge e di divertenti arrampicate, che conduce fino alla Cresta Cermenati, poco sotto la vetta. Nei tratti più esposti ci sono catene o cavi d'acciaio, ma anche qui non ci sono sempre. In molti tratti, se ci si sente sicuri, si può anche evitare di seguire le catene, dove la roccia è più unta, lasciandosi guidare dalla facile arrampicata.

Cengia lungo il Sentiero Cecilia
Nota: credo di aver identificato diverse tipologie di "fruitori della montagna". Gli escursionisti, gli alpinisti fai-da-te e gli alpinisti.
I primi, gli escursionisti, li si riconosce per lo zaino minuscolo, gli scarponcini leggeri, per l'incertezza e la paura nel movimento sui tratti esposti. Ovviamente non hanno con se nessuna attrezzatura, al più hanno gli immancabili bastoni da trekking, decisamente di impaccio sulle rocce della Grigna. Ci si può domandare se davvero sanno dove si stanno infilando...
I secondi, gli alpinisti fai-da-te, sono consci dei loro limiti, e quindi si premuniscono di imbrago e moschettoni. Ovviamente chi di loro conosce l'esistenza del set da ferrata? Due longe statiche, o una fettuccia, sono più che sufficienti!
Il terzo gruppo, gli alpinisti, oltre che consci delle proprie capacità, sono forse più attenti ai limiti della montagna stessa: li si riconosce infatti per il casco. La scelta di assicurarsi o meno è infatti una scelta libera, fatta in base alle proprie condizioni e capacità. La scelta del casco invece va a coprire gli imprevisti della montagna, soprattutto quando molto frequentata! Un sassolino in testa o una zuccata contro la roccia, possono essere frequenti: il casco fa si che l'eventualità non trasformi la gita in un dramma.

L'ultimo tratto della salita percorre l'unica parte divertente della Cresta Cermenati, ovvero le ultime roccette e la catena finale. E poi si è in cima!

Panorama verso il Resegone
Ma siamo a 2177 metri oppure a Rimini?
Per la discesa opto per la Cresta Sinigaglia, divertente nei primi tratti per la presenza di catene e saltini rocciosi, poi diventa più ripida, faticosa e senza tregua. Decido di ignorare il bivio che riporta verso la Cresta Cermenati per percorrere la Sinigaglia fino a valle, ammirando così i valloni selvaggi e meno frequentati che ci si ritrova a dover attraversare.
La valle aspra e selvaggia scendendo dalla Senigallia

All'ultimo, devio traversando il torrente in secca sulla destra dirigendomi deciso verso il rifugio Porta, che si raggiunge traversando un splendido bosco. Da lì, gli ultimi tornanti sull'asfalto mi riportano al parcheggio.

mercoledì 10 dicembre 2014

Sodadura - Aralalta - Baciamorti

Traccia GPX della gita: download

Sfruttando finalmente una bella giornata sono riuscito a fare una gita con $Brother e $PG. La meta erano i Piani di Artavaggio, dove non ero ancora mai stato (nonostante una lunga frequentazioni delle montagne lecchesi).
Meta scelta: la cima del Sodadura. Prendendo la funivia non è una lunga salita, ma visto che è un po' che non si cammina, meglio partire con calma... poi una volta in cima si vedrà cosa fare.

La salita è tranquilla, il tempo è splendido, il panorama è notevole nonostante la totale mancanza di neve (o quasi).
Panorama dai Piani di Artavaggio
In breve siamo in cima al Sodadura, insieme ad un numeroso gruppo di famiglie. Breve sosta, qualche foto e rapida decisione: proseguiamo lungo la cresto fino all'Aralalta, anche per cercare un po' più di pace e tranquillità!
La cresta che conduce dal Sodadura al monte Aralalta e al Pizzo Baciamorti
Il sentiero percorre l'ampia cresta erbosa che, a parte un breve tratto scosceso subito dopo la cima del Sodadura, procede con dolci saliscendi fino all'ultimo strappo che porta alla cima dell'Araralta. Da lì, in pochi minuti si arriva alla cima del Pizzo Baciamorti, dove è presente una Madonnina.
Visto che fare un giro ad anello è più divertente, per tornare alla funivia scegliamo di fare il sentiero in costa sul versante meridionale. 
Bella gita, da rifare con gli sci ai piedi.

venerdì 30 agosto 2013

Grignetta: Canalone Porta

Nota: la gita è stata effettuata a marzo 2013

Finalmente riesco a trovare le condizioni per fare il famoso Canalone Porta in Grignetta. Salita fatta con $L e $F, già compagni di altre salite. Occasione anche per collaudare i nuovi Nepal Extreme, dopo il pensionamento dei gloriosi Nepal Top, dopo due risuolature, diversi 4000 e 15 anni di servizio.

Lasciata la macchina poco oltre il rifugio Soldanella (già SEM/Cavalletti) ci si incammina verso il rifugio Porta e  poi verso il Canalone. Neve fin dalla partenza, abbastanza trasformata.

All'inizio del canalone

 Il canalone alterna tratti di ripide rampe su neve a tratti di facile arrampicata. Degna di nota la paretina di una trentina di metri della foto qui sotto: arrampicata facile e divertente anche con i ramponi, ma piuttosto aerea... la concentrazione è d'obbligo!
Arrampicata un po' esposta.
Usciti dal canalone vero e proprio, si percorre un tratto in costa verso sinistra prima di salire decisamente verso la cresta. Qui la neve è più inconsistente e si cerca di stare quanto più possibile sulle rocce.
L'ultimo tratto prima della cresta si percorre su un accumulo di neve, guardando intorno non mi sembra di notare punti più sicuri, per cui procedo con attenzione come se stessi camminando sulle uova e con tutti i sensi tesi ad individuare segnali di pericolo. Per fortuna tutto va bene e in poche decine di metri siamo in cresta. Mentre proseguiamo non posso far a meno di pensare al meccanismo delle trappole euristiche (per chi non lo conoscesse, l'articolo è qui: http://www.aineva.it/pubblica/neve66/1_Igor/igor3.html) e mi domando quanto sono andato vicino alla valanga... L'importante è che non mi faccia prendere da frasi del tipo "se non è successo niente vuol dire che non era pericoloso!". Magari era solo una mia impressione o magari no... purtroppo non ho modo di saperlo.

Traccia di salita, fotografata al ritorno. In blu tracce lasciate da altri alpinisti
 Tutto il tratto in cresta è una bella camminata su neve, con panorami mozzafiato anche se conosciuti.

La cresta fino alla vetta della Grignetta
Gli ultimi tratti per arrivare in cima sono più ripidi: le catene sono quasi sempre fuori dalla neve e dal ghiaccio e sono un valido aiuto per salire gli ultimi metri prima della vetta. La vicinanza della meta non fa calare però l'attenzione: una caduta qui avrebbe delle conseguenze tragiche...

La cima, con il bivacco Ferrario
 Non resta che godersi il panorama e la splendida giornata mettendo qualcosa sotto i denti e scambiando qualche chiacchiera con i numerosi alpinisti che, da moteplici vie di salita, sono giunti fin quassù.
Si comincia a scendere...
 Ritorno tranquillo per la "solita" e "monotona" cresta Cermenati; la deviazione e la discesa per il canalone Caimi movimentano e concludono degnamente questa splendida giornata!